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Conciliazione ESAF e Associazioni Consumatori |
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Firmato
l’accordo tra ESAF (Ente Sardo Acquedotti e Fognature – in
liquidazione) e le AA.CC. (Adiconsum – Adoc - Cittadinanzattiva –
Federconsumatori) che istituisce la procedura di conciliazione per la
risoluzione stragiudiziaria delle controversie tra l’Ente in
liquidazione e gli utenti (domestici e businnes) a tutto il
31.12.2004.
Da
oggi, le circa 44.000 posizioni debitorie pendenti da parte degli
utenti verso ESAF per una cifra complessiva pari a circa 39 milioni
di euro, potranno accedere alla procedura di conciliazione.
Per
accedere alla procedura di conciliazione gli utenti interessati
dovranno, dopo aver ricevuto una risposta non soddisfacente al
proprio reclamo o non aver ricevuto risposta entro 45 gg., presentare
la domanda di conciliazione per il tramite di una delle AA.CC.
firmatarie del Protocollo o direttamente all’ESAF.
Nel
corso della odierna conferenza stampa di presentazione dell’accordo,
i segretari generali delle 4 associazioni hanno espresso grande
soddisfazione per il risultato raggiunto che permetterà di mettere a
disposizione degli utenti uno strumento di tutela facile e gratuito.
Questo
Protocollo di Conciliazione, hanno affermato, segue a quello
sottoscritto con ABBANOA SpA (al momento ancora in attesa di
attuazione) ed è da considerarsi il primo sottoscritto con una
pubblica amministrazione nell’intero territorio italiano.
L’auspicio è che questo accordo possa essere da esempio, in una
regione ancora priva di legislazione in materia di tutela dei
consumatori, alle imprese di servizio e alla PP.AA. per una maggiore
attenzione verso i diritti dei consumatori e per la nascita di altre
procedure di conciliazione paritetiche.
Le
AA.CC. hanno anche inteso ringraziare l’Avv. Stefania VERSARI,
collaboratrice di ESAF e esperta di consumerismo, per la fattiva e
capace collaborazione che ha permesso il raggiungimento
dell’obiettivo. |
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Ormai
è un bollettino di guerra quotidiano.
Migliaia
cittadini sardi stanno ricevendo bollette pluriennali, in parte
relative a consumi ormai prescritti. Federconsumatori invita gli
utenti alla massima cautela, infatti la richiesta di rateizzazione –
così come impostata da Abbanoa – potrebbe portare ad un
riconoscimento del debito e, pertanto, ad un'esclusione della
prescrizione. E' inaccettabile che siano pretesi i pagamenti di
consumi compiuti nel secolo scorso, addirittura 17 anni fa –
abbiamo avuto una segnalazione riguardante il 1993 – non si può
pretendere che le famiglie conservino per oltre cinque anni –
termine di prescrizione previsto – le ricevute di pagamento.
Inoltre, per le somme dovute, gli utenti hanno diritto di avere una
dilazione di pagamento pari al periodo di riferimento dei consumi,
per cui le bollette relative a cinque anni dovranno essere pagate in
un periodo analogo.
Di seguito il collegamento per una
diffida utilizzabile dagli utenti che intendano far valere la
prescrizione e chiedere la rateizzazione.
DIFFIDA CONTRO ABBANOA
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Pillola RU486. Federconsumatori denuncia la mancanza di informazioni sul sito della Regione Sardegna |
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È
un tema di grande attualità perché introduce una nuova modalità
per l’interruzione volontaria della gravidanza prevista dalla legge
194. Qualche giorno fa la notizia arriva dalla Puglia, regione nella
quale, per prima, si introduce l’utilizzo della pillola abortiva
RU486. I dibattiti in merito, negli ultimi anni, si sono come sempre
moltiplicati su un terreno molto spinoso aggirandosi tra favorevoli e
contrari, tra questioni etiche e religiose. Il parere positivo
dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e il conseguente via
libera alla commercializzazione del farmaco anche in Italia, non ha
placato le inevitabili polemiche rispetto alla questione dell’aborto.
La
prima giovane a sottoporsi all’interruzione di gravidanza tramite
la pillola si dice sorpresa da tutto il clamore attorno al suo caso.
Ma in uno Stato in cui la questione costituisce ancora una miccia
pronta a far esplodere due fazioni contrapposte, non è dato
meravigliarsi. Oltretutto solo in Italia è previsto un assurdo
quanto costoso ricovero di tre giorni a seguito dell’assunzione
della pillola, quando l’aborto chirurgico prevede l’operazione in
regime di day hospital.
La
pillola abortiva è una modalità di interruzione di gravidanza che,
a dispetto di quanto affermato dalle gerarchie ecclesiastiche, non
induce a un maggior ricorso a questo metodo come risoluzione di una
gravidanza non desiderata. La giovane infatti ha affermato che, a
causa di seri problemi di salute, ha dovuto interrompere la
gravidanza scegliendo questo metodo meno invasivo. |
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