Sempre più spesso viene rappresentato dai consumatori il
fatto che dal 1° gennaio 2009 le bollette relative all’energia elettrica siano
aumentate decisamente.
Data la complessità e l’elevato numero di voci di costo che
contribuiscono a determinare il prezzo finale del kWh prelevato dalla rete, non
sempre è semplice risalire e spiegare in maniera chiara i motivi che hanno
comportato gli aumenti segnalati.
Per venire a capo del problema e sopratutto del meccanismo
in virtù del quale le tariffe elettriche dal 1° gennaio 2009 sono schizzate
alle stelle, si deve necessariamente fare riferimento a documenti e tabelle
disponibili in Internet, pubblicate dall’Autorità per l’Energia Elettrica e per
il Gas (AEEG).
Una premessa doverosa che reputo opportuno fare fin da subito è che gli aumenti
sono indipendenti dal fornitore di energia elettrica che un utente domestico ha
scelto, in quanto la voce responsabile dell’aumento non rientra fra quelle
soggetta a “libero mercato”, ma fa parte di quelle voci di costo “regolate”
dall’AEEG.
Ricordiamo al proposito che dal 1° luglio 2007 in Italia è
stata attuata la completa liberalizzazione della domanda di energia elettrica,
per cui un utente può rivolgersi ad un venditore di energia elettrica anche
diverso da quello da cui è stato rifornito sino ad ora, scegliendo l’offerta ritenuta
più vantaggiosa nel “libero mercato”.
Il link da cui partire è questo:
http://www.autorita.energia.it/costi_ele.htm
e si deve considerare il fatto che le voci di costo di maggior peso sono:
1.- Servizio di vendita
2.- Servizi di rete (distribuzione, trasporto e misura)
Solo ed esclusivamente il servizio di vendita è soggetto a "libero
mercato" ed è su questa voce che i vari fornitori presentano le loro
offerte differenziate nel "libero mercato".
Nel mercato vincolato, un utente infatti può scegliere
di rimanere nel cosiddetto “Mercato di Maggior Tutela”, le cui condizioni di
vendita sono fissate dall'AEEG e dovrebbero comparire a questo link:
http://www.autorita.energia.it/condec.htm
che è irraggiungibile ( ho inviato già due e-mail di richiesta di ripristino
del collegamento senza risposta), però ai fini della comprensione del
meccanismo degli aumenti per il momento possiamo farne a meno.
La seconda voce invece è "regolata" per tutti, ripeto tutti i
fornitori nazionali.
Ed è regolata dall'AEEG esattamente in questa pagina:
http://www.autorita.energia.it/d2d3.htm
se si osservano le ultime tabelle in basso relative alla componente T3 si può
notare che tutti gli utenti, sia quelli con tariffa D2, inferiore o uguale a 3
kW di potenza, che D3, con potenza
superiore a 3 kW, incorrono in aumenti alquanto elevati, quando superano i 4440
kWh di consumo previsto annuo.
Fino al 31 dicembre 2008 questa componente di costo T3
era indipendente dalla fascia di consumo e pari a 4,462 centesimi di euro.
Dal 1° gennaio 2009 tale componente è stata invece agganciata agli scaglioni di
consumo e superati i 4440 kWh si arriva a 14,987 centesimi (235% di aumento).
Ribadisco il fatto che tutti i fornitori nazionali, mercato vincolato e libero,
devono applicare questa componente tariffaria, senza eccezioni.
Andiamo a vedere ora le tariffe di Maggior Tutela praticate da ENEL Servizio
Elettrico per un cliente in tariffa D3:
http://www.enel.it/sportello_online/elettr..._monoorarie/D3/
rapportiamo tutto in centesimi di euro e vediamo il costo del kWh oltre i 4440
kWh.
Il componente della tariffa base è pari a 24,332 centesimi, se sottraiamo
14,987 il costo del servizio di vendita (voce 1.-) è pari a 9,345 centesimi.
Questi 9,345 sono indipendenti dalle fasce di consumo e infatti se aggiungiamo a 9,345 l'aliquota 2,052 otteniamo
11,397 che è la componente della tariffa base pubblicata da ENEL per consumi
fino a 1800 kWh.
Su questi 9,345 centesimi si gioca il margine di sconto e di
scontro dei vari fornitori di energia elettrica sul libero mercato.
Se si va a controllare il componente della tariffa base per
i contratti con tariffa D2 si vede che questa quota ammonta a ben 26,500
centesimi:
http://www.enel.it/sportello_online/elettr..._monoorarie/D2/
Ora vediamo di capire il meccanismo per cui gli aumenti
hanno colpito anche utenti che non consumano 4440 kWh in un anno.
Da sempre per gli utenti con contratto D2 e dal 1° gennaio
2009 per gli utenti con contratto D3, l'energia elettrica viene pagata per
fasce di consumo giornaliere, la dicitura esatta che potete trovare sul retro
della bolletta è:
i consumi sono calcolati per
ciascun periodo sulla base del pro-quota giorno.
Il consumo totale bimestrale viene diviso per i giorni di fatturazione e su
questo valore medio si pagano i primi 4,93 kWh con la tariffa F1, da 4,93 kWh a
7,23 kWh con la tariffa F2, da 7,23 a 12,16 kWh con la tariffa F3, oltre i
12,16 con la tariffa F4.
Per una migliore comprensione, appresso riporto in tabella
lo schema di quanto esposto, ponendo a confronto le tariffe nel 2009 e 2008 :
|
anno 2009
|
f1
|
f2
|
f3
|
f4
|
|
anno 2008
|
|
|
fino a
|
fino a
|
fino a
|
oltre
|
|
tariffa D3
|
|
fasce kwh/anno
|
1800
|
2640
|
4440
|
4440
|
|
|
|
kwh/giorno
|
4,93
|
7,23
|
12,16
|
12,16
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
quota energia €/kwh
|
0,14506
|
0,16414
|
0,21292
|
0,27441
|
|
0,18489
|
|
imposte
|
0,00470
|
0,00470
|
0,00470
|
0,00470
|
|
0,00470
|
|
imposte
|
0,01859
|
0,01859
|
0,01859
|
0,01859
|
|
0,01859
|
|
somma
|
0,16835
|
0,18743
|
0,23621
|
0,29770
|
|
0,20818
|
|
costo ivato €/kwh
|
0,19
|
0,21
|
0,26
|
0,33
|
|
0,23
|
Questa tabella ci consente di mettere a confronto i costi,
al variare del consumo annuo, dal quale si deduce come il costo aumenti
vertiginosamente per l’ utente che “osa” superare il
consumo annuo di 4440 kwh
Quindi un utente che ha un consumo medio di 7300 kWh annui, consuma mediamente
al giorno 20 kWh (7300/365); e dovrebbe pagare (20-12,16) 7,86 kWh con la
tariffa F4, che ammonta a circa 34 centesimi iva compresa.
In realtà i consumi più elevati si hanno per tanti motivi
nel periodo invernale e quindi il consumo non è costante nel corso dell’anno (
20 kwh nell’ esempio sopra riportato), ma maggiore in
inverno, ( per esempio può superare facilmente i 30 kwh/giorno ), con la conseguenza di veder
aumentato la quota consumata giornalmente in fascia f4 e quindi bollette
invernali elevate.
La situazione diventa quindi quasi drammatica per quei
clienti che affidano il riscaldamento della casa alle pompe di calore
elettriche.
L'installazione di pompe di calore elettriche per il condizionamento degli
ambienti, di qualunque tipo siano: aria/aria, aria/acqua, acqua/acqua, ecc.. comporta un aumento del consumo di energia elettrica
concentrato nei bimestri novembre/dicembre, gennaio/febbraio e luglio/agosto.
Per un cliente che usa pompe di calore nella realtà il consumo di energia
elettrica ha dei picchi nei bimestri suddetti diminuendo notevolmente negli
altri bimestri.
Picchi significa consumi sui 30-35 kWh giornalieri nei periodi suddetti e 10-15
negli altri bimestri, stiamo ipotizzando sempre 7300 kWh annui.
30-35 significano circa 20 kWh da pagare con tariffa F4, un salasso immane.
Soluzione
Già negli anni passati era possibile far installare un secondo contatore a cui
collegare ESCLUSIVAMENTE le pompe di calore anche in funzionamento reversibile,
ovvero estivo.
Di tale possibilità si è persa pian piano traccia ed anche gli operatori dei call-center non sono in grado di fornire notizie precise.
Nel 2008 con la delibera 30/08 che contiene la delibera 348 modificata è stato
ribadito quanto segue:
5.1 Per ciascuna tipologia di contratto di cui al comma 2.2 del TIT gli
impianti elettrici dei clienti finali sono connessi alle reti con obbligo di
connessioni di terzi in un unico punto per ciascuna unità immobiliare e sue pertinenze,
fatto salvo quanto disposto al comma 5.2 e nel caso di punti di emergenza.
5.2 In deroga a quanto previsto dal comma 5.1, per le utenze domestiche in
bassa tensione, con potenza disponibile fino a 3,3 kW, può essere richiesta l’installazione, di un secondo punto di prelievo destinato
esclusivamente all’alimentazione di pompe di calore per il riscaldamento degli
ambienti, anche di tipo reversibile.
In risposta ad una richiesta scritta, l'ENEL ha comunicato che le tariffe da
applicare sono quelle previste per gli usi diversi con IVA al 10%:
http://web.tiscali.it/risparmio_energetico/ENEL_PDC.jpg
A questo punto un utente che utilizza PDC può fare la richiesta di installazione
di un secondo contatore per l'alimentazione delle sole PDC.
Se ha una potenza contrattuale di 4,5 o 6 kW, come scritto in delibera la
potenza sul contatore principale ad uso residenziale gli viene portata a 3,3 kW
e passa dalla tariffa D3 a quella D2, quindi da queste tariffe:
http://www.enel.it/sportello_online/elettr..._monoorarie/D3/
passa a queste:
http://www.enel.it/sportello_online/elettr..._monoorarie/D2/
Sul secondo contatore si passa invece a queste:
http://www.enel.it/sportello_online/elettr...la/uda_bt/BTA1/
fino a 1,5 kW
oppure questa:
http://www.enel.it/sportello_online/elettr...la/uda_bt/BTA2/
fino a 3 kW
e così via per potenze superiori.
Come si può osservare mentre le prime sono per fasce di consumo, le seconde
sono indipendenti dai consumi.
Il costo per il secondo contatore dovrebbe essere di 583 euro tutto compreso.
Per la riduzione da 6 o 4,5 kW a 3,3 le versioni sono contrastanti, qualche
operatore di call center dice gratis, qualche altro
83 euro.
dott. ing. Carrusci Giancarlo