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Di seguito il documento trasmesso all'Ass. Lorettu in occasione degli incontri con le associazioni di categoria.
Le norme in materia di continuità territoriale rappresentano lo strumento per consentirci di superare il naturale svantaggio geografico, costituito dall'insularità, che ha comportato in passato, così come oggi, un aggravio di costi per i cittadini sardi, riflettendosi in un ostacolo allo sviluppo economico e sociale della Regione.
L'estensione a favore di tutti – indistintamente – dei vantaggi economici legati alla “continuità”, per converso, rappresenta uno strumento che può dare vantaggio alle imprese sarde, in particolare al comparto turistico, che non va a colmare un “gap” geografico ma che, piuttosto, va a costituire uno strumento di incentivo allo sviluppo economico per le imprese.
Poiché le norme emanate dalla Regione parrebbero prevedere oneri economici a carico dell'Ente, e quindi dei contribuenti sardi, le risorse necessarie a coprire l'estensione dei vantaggi della continuità dovrebbero andare a gravare sul bilancio dell'Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio, comparto su cui sostanzialmente andranno a riflettersi i benefici del nuovo regime.
Il senso di tale appunto risiede nella necessità – indiscussa – di non distogliere al settore Trasporti risorse importanti che, invece, potrebbero essere meglio destinate alla mobilità interna che necessita di interventi urgenti.
Incentivare l'ingresso in Sardegna, a basso costo, senza però essere in grado di offrire servizi di trasporto pubblico locale dignitosi, efficaci ed efficienti non ha senso.
Così come, per i cittadini sardi, lo stato della mobilità interna – oramai gravemente compromessa
– rappresenta un serio ostacolo allo sviluppo economico-sociale, per certi aspetti superiore rispetto alle problematiche connesse alla mobilità esterna.
E' più semplice per un sassarese raggiungere Londra, piuttosto che Cagliari.
Inoltre si ha la necessità che la “continuità territoriale” si concretizzi in uno strumento stabile e non contingente, nel senso che acquisisca una connotazione strutturale, non soggetta né suscettibile di futura messa in discussione.
Né, tanto meno, connessa a problematiche finanziarie, ossia di anno in anno vincolata a scelte di bilancio regionali e/o nazionali.
Per queste ragioni il regime attuale, pur senz'altro suscettibile di miglioramenti, strutturato senza la previsione di oneri pubblici, rappresenta una base ottimale che, a parere di questa associazione, costituisce un patrimonio normativo da non abbandonare, anche per le peculiarità e specificità connesse.
Potrebbe ipotizzarsi una dualità di regime, fermo restando l'attuale sistema che, nell'equilibrio raggiunto, rappresenterebbe per i cittadini sardi lo strumento strutturale ottimale.
Equilibrio dato dal vantaggio per i cittadini e dall'economicità per le compagnie aeree (le tratte per Roma e Milano sono tra le più remunerative in assoluto).
Per altro verso, stante la condivisibile necessità di estendere i privilegi anche ai non residenti in Sardegna, per questo potrebbe prevedersi che siano messe a disposizione risorse pubbliche ricadenti sul bilancio delle attività economiche.
Il modello utilizzabile potrebbe essere quello attualmente in uso per il low cost.
Una continuità territoriale dal doppio binario: senza previsione di oneri pubblici per i vantaggi riservati ai cittadini sardi sul modello del regime attuale e, per converso, con l'utilizzo di risorse regionali e nazionali per estendere i medesimi vantaggi anche ai non residenti.
In tal modo si cristallizzerebbe, assumendo definitiva connotazione strutturale, la continuità per i sardi, lasciando che i soli vantaggi per i non residenti restino soggetti alla naturale variabilità delle annuali scelte di bilancio, nonché delle conseguenti procedure di gara.
In ogni caso, l'estensione della continuità non dovrà riflettersi in un aumento del costo del biglietto per i residenti. |